Tuesday, November 21, 2017

Italia e Cina, parola agli alunni italo-cinesi.


Interviste con studenti cinesi o italo-cinesi in una scuola di Milano.

"La Cina in classe"
https://www.youtube.com/watch?v=CxsTW3KTcF4&t=11s

Al di là dei discorsi ai quali un appassionato di comunità cinese in Italia è ormai abituato, ho trovato due aspetti piuttosto inediti o comunque interessanti in questo video:

- la ragazza che dice "Gli italiani sanno fare le vacanze". Che bello sentirsi dire "sai fare le vacanze", mi esalta tantissimo; 

- non conoscevo questa situazione nella quale i ragazzi cinesi escono soprattutto con ragazzi cinesi perché i ragazzi italiani non hanno soldi da spendere in giro. Per chi come me è stato testimone diretto di una Cina poverissima e "comunista" nei primi anni 2000, una visione del genere è stravolgente e dilaniante.

The right to disconnect.


In un mondo dove siamo costantemente bombardati di informazioni, messaggi, e-mail, richieste, pubblicità, immagini e monnezza varia, disconnettersi da tutto dovrebbe essere un diritto universalmente riconosciuto.

"Brain Overload" (2013), di Laurence Serfaty

Monika Bulaj, fotografa della spiritualità nascosta...

Nel frattempo, 10 anni fa in cravatta a Pechino...


Se ne parla tanto: l'inclusione nel sistema educativo.


All'Università di Macerata, dal 27 novembre al 2 dicembre 2017, una settimana di incontri, convegni, laboratori, spettacoli e "Fuori Onda" sui temi dell'inclusione 
www.unimc.it/it/unimc-comunica/events/unimc-for-inclusion

Video di una famiglia cinese nella Pechino degli anni quaranta


"四十年代北平中产家庭的珍稀生活"
https://www.youtube.com/watch?v=pEDibd9OG8Y

Vita da artisti bohemien nella società cinese contemporanea


革命不分先后。学习不分长幼。
"Revolution knows no era. Study knows no age."

立春  "And the Spring comes" (2007), di Gu Changwei

Monday, November 20, 2017

In questo mondo di ladri...


"Non si ruba in casa dei ladri" (2016), di Carlo Vanzina

Young Urban Professional. Gli anni ottanta e la Milano da bere.


"L'uomo ama idealizzare ma, quando il sogno diventa realtà, scatta l'indifferenza"
Marcel Proust

"Yuppies - I giovani di successo" (1986), di Carlo Vanzina

Sunday, November 19, 2017

Per chi il 24 novembre fosse a Siena...


Per chi il 28 novembre fosse a Roma...


Complimenti D., e in bocca al lupo!

Immagini mantovane (II)














Immagini mantovane (I)














Friday, November 17, 2017

塑料中国 Di Cina, plastica, miseria e anarchia.


"China is the leading importer of plastic wastes from Japan, Korea, Europe, and USA"
"Plastic China" (2016), by Wang Jiuliang

Documentari come questo ci aiutano a ricordare che la Cina non è solo la seconda economia al mondo e una tra le nazioni più presenti nella cronaca della pagina "Esteri" dei nostri quotidiani, ma anche un paese enorme, pieno di contraddizioni e diseguaglianze sociali, dove migliaia di operai e contadini vivono ancora come negli scritti di Marx di metà Ottocento.
Penso ancora, e ancora con una certa ingenuità, che oggi gli uomini non dovrebbero più vivere in queste condizioni di miseria. E che tutti i bambini del mondo non dovrebbero vivere nella monnezza né lavorare, ma avere accesso gratuito all'istruzione.

Sulla plastica.
D'estate, ai tempi del liceo, andavo a fare qualche lavoretto stagionale per guadagnare due soldi da spendere in viaggi e divertimento. Una volta fu a raccogliere erbacce nei campi di basilico, nella campagna fuori Macerata. Eravamo parecchi a lavorare, in gran parte giovani. Io avevo 17 o 18 anni, c'era un tale di qualche anno più grande di me che indossava un cappello di paglia e parlava poco. Un giorno lo vivi inveire contro un anziano contadino che bruciava della plastica nel campo. Inquinava, sosteneva. Un altro giorno passò di lì uno dei padroni, e scherzando disse a noi ragazzi, chini sul basilico: "Cosa fareste voi senza di me!?". Il tizio che parlava poco alzò la schiena, e con le braccia penzoloni e lo sguardo al tramonto sospirò: "L'anarchia!".

Il cinese nella scuola italiana e gli alunni italiani in Cina


Fonte:
Rivista mensile "Cina in Italia" 世界中国, novembre 2017

Thursday, November 16, 2017

Per chi il 18 novembre fosse a Venezia...


A Prospero Intorcetta (1625-1696)

Nel frattempo, dieci anni fa a Piazza Tian'anmen...


Se oggi votate è perché prima ci sono state le suffragette.


"Perché ogni bambina che venga al mondo abbia gli stessi diritti di suo fratello"

Storia del voto alle donne. Viva la lotta femminista.

"Suffragette" (2015), di Sarah Gavron

Il voto alle donne nel mondo:
Nuova Zelanda 1893
Finlandia 1906
Russia e Regno Unito 1918
Albania 1920
Turchia 1930
Italia 1945
Repubblica popolare cinese 1949
Svizzera 1971
Portogallo 1976
Arabia Saudita 2015

Violenza ultras.


"Realizzato interamente con il materiale girato dalla polizia e dai tifosi, il film racconta le ore drammatiche che hanno preceduto la finale di Coppa Italia Fiorentina - Napoli svoltasi a Roma il 3 maggio 2014 durante le quali fu ferito mortalmente il tifoso Ciro Esposito."

"L'ultimo stadio"
https://www.youtube.com/watch?v=D76DgMyqhv0

Tuesday, November 14, 2017

Rapine a tutto zippo.


"Baby Driver - Il genio della fuga" (2017), di Edgar Wright

Carmelo Zappulla chi?! Una storia italiana.


"Il ragazzo della Giudecca" (2016), di Alfonso Bergamo

2018 alle porte, iniziano i tesseramenti...


Critica al "coffee break".

Credo che oggi in Italia si usino quotidianamente parole ed espressioni straniere delle quali potremmo volentieri fare a meno. Lungi dall'essere un purista della lingua o un fervente patriota (conosco la lingua italiana quel tanto che basta per insegnare il cinese e non mi sento italiano anche se "per fortuna o purtroppo lo sono"), mi rendo solo conto che oggi facciamo troppo spesso ricorso a termini semplicemente ridicoli. Ridicoli perché fino a qualche tempo fa non usavamo questi termini e vivevamo benissimo anche così. Si viveva cioè bene anche quando "selfie" si chiamava "autoscatto" e "gender" si diceva "genere".
Complici le tecnologie, internet, la globalizzazione o il marketing, oggi ci capita troppo spesso di cadere nell'uso del termine straniero. Tra tutti gli esempi che mi vengono ora in mente, l'espressione che più odio è forse "coffee break".

Ho imparato il significato di "coffee break" durante i convegni internazionali in università quando vivevo a Pechino. L'equivalente inglese di "pausa" o "pausa caffè" era (ed è) appunto "coffee break". In una conferenza accademica o altro simile incontro internazionale, tale pausa è fondamentale per far sì che la gente si incontri, discuta, dibatta, si scambi l'indirizzo e-mail e continui la discussione via internet. Il caffè è una semplice scusa per staccare un attimo dal lavoro e conoscere gli altri partecipanti. E' come dire "pausa sigaretta" o "pausa cazzeggio". Ma non tutti fumano. E non tutti cazzeggiano. Il caffè è invece una bevanda apprezzata e consumata ormai a livello internazionale. Da qui "coffee break".

Ciò che odio è il suo utilizzo nel comune contesto italiano. Dico "comune" perché ora davvero viene usato un po' ovunque, tipo nelle riunioni a scuola o nelle feste di fine anno nella case di riposo. Venisse solo usato nelle sedi universitarie e nelle mega riunioni di Confindustria non avrei nulla da ridire. Ma scambiare l'italiano "pausa" o "pausa di lavoro" con l'inglese internazionale "coffee break" mi sembra davvero ridicolo.

Ci hanno insegnato una lingua, si chiama "lingua italiana". Cazzo usiamola. Anche se non la parliamo benissimo. Anche se ci viene meglio parlare dialetto. Anche se ormai i cinesi studiano il congiuntivo italiano ignorando che neanche gli italiani sanno usarlo. Usiamo la lingua che abbiamo imparato a scuola, la lingua che ci ha portato lontano nel tempo e nello spazio con i romanzi di Manzoni e le poesie di Leopardi. Almeno qui, almeno tra noi, almeno al posto di espressioni di uso quotidiano che esistevano secoli prima dell'invenzione del "selfie" o del "gender".

Ora stacco, vado a fare una pausa. Berrò del caffé, forse. No, non sarà un "coffee break".

Monday, November 13, 2017

A photographic dataset from the earthquake


A NEW PHOTOGRAPHIC DATASET OF THE COSEISMIC GEOLOGICAL  EFFECTS ORIGINATED BY THE Mw5.9 VISSO AND Mw6.5 NORCIA EARTHQUAKES (26TH AND 30TH OCTOBER 2016, CENTRAL ITALY)

Source:
http://www.ingv.it/editoria/miscellanea/2017/miscellanea38/offline/download.pdf