Monday, January 22, 2018

Nel frattempo...


Macerata, a.s. 2000/2001. Manifestazione studentesca contro i finanziamenti statali alle scuole private.

Un tè coi giapponesi


Macerata vista da Colbuccaro


Sunday, January 21, 2018

Classe sociale e scelta della scuola superiore

"la scelta di indirizzo degli studenti parta da una allocazione poco oggettiva derivata dall’orientamento degli insegnanti e venga ulteriormente distorta (in senso di rafforzamento della componente familiare) nelle scelte di preiscrizione dei figli. A questo si somma l’effetto di trascinamento dato dalle scelte dei propri compagni di classe, che altro non riflettono se non l’ambiente sociale in cui è collocata la scuola. In questo modo il destino scolastico futuro degli alunni viene progressivamente segnato dalle origini sociali, delle quali non portano alcuna responsabilità."

Fonte: "Il passaggio dalla scuola media alla scuola superiore", di Daniele Checchi (19/7/2008)
http://checchi.economia.unimi.it/pdf/un48.pdf

Saturday, January 20, 2018

Dei palestinesi in Libano.


"Il monopolio della sofferenza non è di nessuno. Mai."

"L'insulto" (2017), di Ziad Doueiri

Se non muori povero che artista sei?!


Sulla vita di Vincent van Gogh.

"Lust for life" (1956), di Vincente Minnelli

Friday, January 19, 2018

A proposito di contratto...

Thursday, January 18, 2018

Lo spirito giusto.


"Da militante di sinistra sono abituata ai fallimenti"
Viola Carofalo, 38 anni, portavoce di Potere al popolo

Fonte:
https://www.internazionale.it/reportage/annalisa-camilli/2018/01/18/potere-al-popolo-elezioni-sinistra

Il cono d'ombra della "narrazione expat".

 
"In altre parole si può scappare dall’Italia, o dagli altri paesi, ma difficilmente si può sfuggire alla precarietà e alla sotto-occupazione. Ad ogni storia di successo raccontata dai giornali corrispondono molte vite quotidiane di persone sfruttate che rimangono nel cono d’ombra della narrazione. [...] Così ad esempio gli uomini provenienti dall’Europa orientale trovano impiego per lo più nell’edilizia e in generale come manovali, mentre per le donne l’assistenza domiciliare agli anziani è il lavoro più usuale. Per gli italiani, invece, lo sbocco più semplice è la ristorazione e il settore alberghiero. Dunque la storia dei talenti è una bufala? Non proprio, piuttosto per usare un’immagine forse abusata si può parlare di due poli, da una parte chi viene impiegato in lavori ad alto valore aggiunto e dall’altra la manodopera non qualificata. Il caso degli italiani in Germania da questo punto di vista è il più evidente: dal 2008 al 2015 su oltre 55 mila nuovi occupati con cittadinanza italiana, 15 mila erano impegnati nella gastronomia e 5 mila erano professionisti. Lavorare in un ristorante italiano a Berlino così come a Francoforte o a Monaco per molti è il primo lavoro in attesa di qualcosa di migliore, ma purtroppo la mobilità sociale sembra essere un ricordo del passato anche nei paesi dell’Europa Centrale."

Fonte:
https://www.dinamopress.it/news/ne-generazione-erasmus-ne-fuga-dei-cervelli-cosa-ci-dicono-le-migrazioni-intra-europee/

... perché la pedagogia prima di tutto è liberazione.

 
"C’è un’ossessione scientista che si aggira nella scuola: gli insegnanti leggono la realtà sempre più solo tramite la lente della diagnosi clinica. Si tratta di una conseguenza dell’individualismo competitivo sfrenato, dell’egocentrismo consumistico, della concezione svalorizzante della cultura umanistica considerata come inutile. Troppi insegnanti mettono così l’accento sui sintomi, le incapacità e i problemi e non vedono le potenzialità, le capacità e gli interessi dei loro alunni. La scuola ha bisogno di riappropriarsi della pedagogia, occorre tornare a educare, spiega l’ultimo numero di Educazione democratica, per sostituire lo sguardo diagnostico con quello pedagogico. Il processo di apprendimento/insegnamento resta un’esperienza umana, una relazione viva. L’apprendimento è ascolto, mediazione, stupore, creatività. Per questo nelle classi vanno moltiplicati i lavoro di gruppo, le forme di apprendimento cooperativo, le occasioni in cui alternare lavoro manuale e formazione intellettuale, i momenti nei quali sperimentare convivialità formativa e aiuto reciproco. La scuola può essere ancora il luogo, per dirla con Ernst Bloch, dell’utopia concreta perché la pedagogia prima di tutto è liberazione."

Tratto da "I rischi di medicalizzazione nella scuola" di Alain Goussot
https://comune-info.net/2015/02/i-rischi-medicalizzazione-scuola/

Le triadi del Fujian, come nei romanzi di Qiu Xiaolong...


"Prima non sapevo come fare gli affari perché sapevo solo fare il mafioso..." 

Fonte:
www.repubblica.it/cronaca/2018/01/18/news/operazione_polizia_contro_mafia_cinese-186725553/

Sor maestro

 
"Diario di un maestro" (1973), di Vittorio De Seta

Potere al popolo. Era il motto delle Pantere nere.


"Quando il messaggio di non violenza di Martin Luther King terminò con la sua morte violenta, la gente si rese conto che non poteva ottenere la libertà solo con la preghiera. Esattamente come avevano predicato le Pantere sin dall'inizio."

"Panther" (1995), di Mario Van Peebles

Tuesday, January 16, 2018

Se nulla ha senso, cercarne uno non ha senso.



Tratto da "Niente", di Janne Teller.

Vietato in alcune scuole in Norvegia e in Germania. Vietato da alcune librerie in Francia e Spagna. Leggendolo, comprendiamo il perché. Un racconto rapido e nichilista, una "lotta per il significato" in un climax ascendente di macabra violenza, scritto (o tradotto) come scrivevano (o traducevano) i Piccoli brividi.

Pigri, inefficienti, romantici. Di cosa alcuni cinesi pensano degli italiani.



Tratto da "Il cinese per il turismo" di Bulfoni, De Troia, Pedone e Zhang.

Signore pietà


Becero nazionalismo cinese. Ancora con quel triste mito eterno della patria e dell'eroe. In salsa hollywoodiana.

战狼 "Wolf Warrior" (2015), di Wu Jing

Sull'abolizione della tratta degli schiavi nel Regno Unito


"Amazing Grace" (2006), di Michael Apted

Monday, January 15, 2018

Per chi il 26 gennaio fosse a Milano...


Per chi il 26 gennaio fosse a Napoli...


Una passeggiata. Aspettando Godot.



















La classica domenica mattina dove ti alzi con la voglia di una passeggiata e arrivi al tramonto con 42,7 chilometri alle spalle.

Mantova – riva destra del Mincio – Governolo – riva sinistra del Mincio – Formigosa – Mantova.
Dove, un po' come nelle Bucoliche del poeta latino Virgilio, l'assenza di turbamento viene identificata con la campagna. E il classico paesaggio da amaro Montenegro.

Siede Peschiera, bello e forte arnese
da fronteggiar Bresciani e Bergamaschi,
ove la riva ’ntorno più discese.

Ivi convien che tutto quanto caschi
ciò che ’n grembo a Benaco star non può,
e fassi fiume giù per verdi paschi.

Tosto che l’acqua a correr mette co,
non più Benaco, ma Mencio si chiama
fino a Governol, dove cade in Po.


Canto XX dell'Inferno