Tuesday, May 11, 2010

Razza puttana

"Certe miserabili coltri di seta artificiale sulle quali cittadine nordamericane, francesi, polacche, australiane, perfino inglesi, si vendono meccanicamente all'uomo di colore sono vere e proprie fucine di avvilimento della razza bianca. Su quelle coltri il giallo prova la sadica voluttà d'insozzare quelle stesse bandiere nazionali che a denti stretti deve ancora rispettare. Il giallo che è grottescamente cerimonioso con le prostitute della sua razza, anche se d'ultimo rango, diventa prepotente e volgare quando un sudicio biglietto di banca gli procura il possesso d'una femmina bianca. E' come il servo che nello sconquasso di una rivolta forza la padrona ad un amplesso di sciacquaio. Di tutto ciò naturalmente i vari julots se ne strainfischiano. Si dichiarano internazionalisti, magari comunisti. Qualcuno si considera addirittura benemerito della fratellanza delle razze! Ma vogliono il franco basso perché ogni lunedì cambiano in franchi i dollari di Shanghai o Pechino, le piastre di Saigon, gli scellini di Hong Kong, rastrellati durante la settimana nelle alcove di cui sono gli accomandanti e gli amministratori. E a poco a poco gli ultimi resti del prestigio del bianco finiscono nelle spazzature delle colonie e delle Concessioni"



Da "La crisi di Budda. Due anni fra i cinesi", di Mario Appelius (1892-1946), giornalista e fascista italiano
Grazie a Francesco per la segnalazione

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