Friday, February 22, 2013

Grecia & Turchia

Dodici anni fa con cinque amici andammo in Inter-rail in est Europa, prima tappa Grecia. Ricordo che ad Atene e nelle altre città i turchi non erano ben visti, li trattavano un po' come da noi gli albanesi o i marocchini: morti di fame, delinquenti, feccia. Ricordo soprattutto il confine tra Grecia e Turchia, nel piccolo paese di Pition, dove con altri due passammo la notte nella minuscola stazione dei treni. Nel bel mezzo della notte venimmo svegliati da una guardia in borghese con pistola in mano: ci aveva scambiato per dei clandestini turchi. Poi ricordo che lungo il confine era pieno di mezzi militari e prigioni improvvisate per detenere gli immigrati dall'Asia, in gran parte turchi. Una specie di Guantanamo a cielo aperto.

Leggendo invece oggi della crisi in Grecia, di come se la passano i greci, degli scioperi, dello Stato sociale ormai cadavere e soprattutto considerando che la Turchia è oggi uno dei pochi paesi Europei in crescita e Instanbul motore trainante dell'economia turca, mi immagino un esodo in massa al contrario: giovani greci bussare alle porte dell'Anatolia, cittadini turchi esasperati da questi poveracci ellenici che la crisi ha ridotto alla fame, chissà magari il formarsi di gruppi politici xenofobi organizzati che tappezzano le città di slogan come "La Turchia ai Turchi, fuori i clandestini greci!"...

Che casino, l'umanità.

3 Comments:

At 2:10 PM, Anonymous dottornomade said...

Onestamente, più che un casino mi sembra orrendamente comprensibile e prevedibile.

 
At 2:35 PM, Blogger Massaccesi Daniele said...

meglio ancora: comprensibilmente e prevedibilmente orrida.

 
At 9:20 AM, Anonymous Anonymous said...

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